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23.12.09 | Tecniche e Strategie
Giocare da favoriti diJohn Vorhaus
Quando il denaro finisce in mezzo, ovviamente vorreste essere favoriti –meglio ancora, strafavoriti- ma non è questa la natura dell’hold’em. Certo, il confronto più impari, una coppia contro due carte più basse a caso, vince circa nove volte su 10, ma la maggior parte degli altri margini sono piuttosto ridotti. Il ben noto “coin flip”, una coppia contro due carte più alte, favorisce la coppia nella misura del 55 per cento contro il 45 per cento, vale a dire che se siete favoriti, non siete strafavoriti; a lungo andare, non vincerete molto più di quanto perderete.
Tuttavia, se potesse scegliere tra giocare da favoriti e da sfavoriti, scegliereste volentieri i favoriti. Diamine, se potessi avere un ritorno del 55 per cento su una puntata alla pari, lo farei un milione di volte e ne uscirei ricco. Nel lungo termine, un favorito è un favorito, e mostrerà un adeguato profitto. Ma fermiamoci a considerare l’impatto psicologico di perdere un coin flip. Cosa succede quando siete favoriti ma la moneta non va dalla vostra parte? Se la vostra coppia di fanti viene scoppiata dall’asso o dal re del vostro avversario sul river, e andate in tilt iniziando a prendervela con la tremenda ingiustizia di tutto ciò, non avete perso solo un coin flip, avete perso la vostra compostezza e disciplina, e probabilmente perderete il vostro stack.
Riconoscete allora come i favoriti, anche i gran favoriti, non abbiano titoli morali; non “meritano” di vincere. Solo perché la vostra mano ha probabilità di vincere, diciamo, tre volte su quattro (come due assi contro suited connectors più bassi), non c’è garanzia che questa volta sia una di quelle. Se una bad beat da tutti i gironi vi porta a concludere che l’universo vi odia, siete spacciati. Ma se vi rendete conto che all’inizio non eravate così favoriti, potete imparare a prendere le vostre (non così) bad beat in cavalleria. Sarà istruttivo, allora, studiare e memorizzare le fredde probabilità di alcune sfide comuni nell’hold’em.
 
Coin flip classico: il coin flip classico, una coppia più bassa contro due carte più alte, può favorire la coppia fino al 55 per cento (come quando le carte più alte non hanno possibilità di scala o colore). Poiché una coppia più bassa contro due suited connectors più alti (come 5©5¨ contro 10¨9¨) può in realtà essere sfavorita (10¨9¨ vincono circa il 52 per cento delle volte), non siate così certi che la vostra coppietta sia sempre in vantaggio.
 
Tweener: un tweener è una mano che contiene due carte a metà tra la carta più alta e quella più bassa del vostro avversario – ad esempio, 9-8 contro A-6. In questo caso, la mano più alta batte il tweener tra il 52 e il 57 per cento delle volte, a seconda di come il tweener sia suited o connesso. Molti giocatori di hold’em pensano che quell’asso li metta assai al di sopra di un tweener. In pratica, molti giocatori di hold’em si sbagliano.
 
Coppie tweener: mentre una coppia più bassa è leggermente favorita contro carte più alte spaiate, una coppia tweener, con una sola carta più alta di fronte, arriva a vincere fino a due terzi delle volte, arrivando al 71 per cento nel caso di 7§7¨ contro 9©3§ -anche se il modo in cui possiate riuscire a ottenere azione da quell’orrido 9-3 va al di là della mia comprensione. Ma se ottenete chiamate da, per esempio, brutti assi, la vostra coppia tweener di comporta piuttosto bene.
 
Overdog: una mano overdog è una come Q-8 contro 10-6, in cui ciascuna delle vostre carte è individualmente più alta di quella dell’avversario. L’avete dominato due volte, ma non siete favoriti quanto possiate immaginare. L’overdog vince circa il 60 per cento delle volte. Ecco perché così tanti fanatici dell’all-in sono felici di scoprire che almeno le loro due carte da poco sono “vive”.
 
Doppio overdog: un doppio overdog, in cui entrambe delle vostre carte sono più alte di quelle del vostro avversario, può essere favorito fino al 65 per cento – ma non sempre. Quando scoprite il vostro A-Q e venite a conoscenza di essere contro un debole J-9 suited, potreste pensare di essere largamente avanti, ma quattro volte su dieci l’underdog porterà a casa il piatto.
 
Non suited: I connector non suited contro una singola carta più alta riescono ad avere la meglio solo il 45 per cento delle volte, all’incirca. E non eccitatevi più di tanto se i vostri connectors sono suited – o “super”, come direbbe qualcuno- in quanto ciò aggiunge in genere il 3 per cento di valore – non abbastanza da rendervi favoriti.
 
La conclusione, viste tutte queste mani, è che non importa su quale lato del coin flip siate, è sempre e solo un coin flip, e non potete permettervi di rischiare quando la situazione non è giusta. Per esempio, anche con il margine relativamente alto di una coppia tweener, sarebbe difficile trovare la logica di mettere a repentaglio la vostra sopravvivenza nelle prime fasi di un grande torneo multitavolo. Mentre potreste raddoppiare (in un momento nel torneo in cui il valore a lungo termine di un raddoppio è discutibile), tre volte abbondanti su dieci verrete sbattuti fuori. Quindi: piccolo vantaggio contro catastrofico svantaggio; fate voi. Poi c’è il discorso del tilt. Come evidenziato più sopra, se la vostra tranquillità è in gioco –se perdete la calma quando perdete- i coin flip, in tutta la loro splendida varietà, non fanno per voi.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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